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  • Immagine del redattoreSamira Amin

Bienvenidos all'HAVANA

Scampato l'overbooking per un soffio, siamo stati chiamati per gli ultimi 2 posti disponibili per il volo 207KLM diretto all'Havana.



Lasciando a terra l' ansia e il mio fedele iPhone impegnato a ricaricarsi nei pressi della libreria comune dell'aeroporto di Amsterdam, siamo arrivati con le #endorfine sparate a 1000 nonostante le lunghissime 10 ore e mezza di volo.

Ad attenderci una pioggia tropicale esagerata e la casa in stile liberty di Daysi, ex colonnello della polizia nonché moglie di uno dei compagni combattenti di Fidel durante la #revolucion: Raul Marquez Lopez.


Foto storiche in bianco e nero, cianfrusaglie artistiche e il comodo #sillon ci hanno trasportato in un altro tempo ricco di idealismi e pensieri #rivoluzionari.

La mattina seguente siamo partiti con propositi ancor più surreali: percorrere a piedi l'itinerario Miramar- Havana Vieja che prevedeva circa 11 km.

Fortunatamente lo sguardo preoccupato della signora impegnata a rispondere alla nostra richiesta di indicazioni, ci ha portato a scegliere un mezzo alternativo: il metrobus, rigorosamente frequentato da soli local.

La vista del #malecòn ci diceva che eravamo vicini e il passeggero Ignazio ce lo confermava: eccoci arrivati a Plaza de armas.

Ci lasciamo sedurre dal ritmo de la #carretera e in un attimo ci troviamo a ballare la salsa en plaza vieja.

Plaza de la catedral, el capitolio, macchine d'epoca, la bodeguita del medio, #El Floridita ci orientano come il daiquiri per Hemingway, e non c'è fretta a spingere i nostri passi ma solo voglia di scoprire.


Decadente ma colorata l'havana ti rapisce e senza accorgertene sei accanto alle prostitute de calle olviedo come se fosse la cosa più normale del mondo.

Porte aperte, e donne sull'uscio di casa lasciano libero spazio all'immaginazione, dove la strada diventa tutta d'un colpo anche #casatua.










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