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  • Immagine del redattoreSamira Amin

Generosità senza misura.

Aggiornamento: 13 apr 2020

Battello ore 15 da Langkawi. Arrivo a Penang ore 18.30.

Nella via verso la prossima coincidenza del bus notturno che ci aspetta per Singapore ci incamminiamo alla ricerca di un taxi.

Mancano più di due ore, potremmo quasi farcela a piedi.



Nella via parallela si intravedono luci, bancarelle e una folla di gente in movimento. La curiosità è un ottimo modo per ingannare il tempo, andiamole in contro. Carica di sabbia e di entusiasmo Trovo pretesti per fermarmi ad ogni stand, ce ne è di tutti i gusti: da quelle che vendono cibo e bevande a quelle che ti mostrano il processo di fermentazione della soia, persino quelle che ti propongono di giocare con strani scioglilingua in cambio di un premio. Ovviamente scelgo di giocare e con 45 secondi di tempo devo ripetere 3 volte una frase indicata da loro. Mi impegno come se dovessi sostenere un esame, e vengo ripagata con un abbraccio, una foto e un segnalibro dipinto a mano. Non so se sono più eccitata per la vittoria o per l’atmosfera di gioia che mi circonda, ma è l’ultimo giorno dei festeggiamenti per il capodanno cinese e averlo scoperto così per caso rende la mia euforia incontenibile.

Per mangiare ci si siede in uno dei tavoli posti al centro della via condividendolo con chi ha voglia di sedersi in compagnia. a noi sono toccati Audrey,( è così che si fa chiamare) il marito e le loro dolcissime due figlie.

Ormai manca più di un’ora alla partenza e il tempo comincia a stare addosso.



Facciamo amicizia riempiendoci di domande l’uno con l’altro, le bambine parlano fluentemente cinese, malesiano, e inglese. Due piccoli mostriciattoli di intelligenza. Due pozzi di inconsapevole bellezza. .”

Penso a quanto sia bello non smettere mai di stupirsi, penso a come sia capitato per caso, penso a come Audrey a 38 anni sembri più giovane di me.

Il tempo è scaduto, dobbiamo andare e nel salutarli provano a stupirci nuovamente.

10 minuti più tardi, siamo seduti in macchina loro, dicono che ci sarebbero comunque dovuti passare dalla stazione.

Chissà se è vero, penso.


La loro bontà mi lascia senza parole e lo stupore è riuscito a battermi un’altra volta.


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